Bike Vs. Running

Scontro fra TITANI Questo post nasce dall’esigenza di coniugare due mondi vicini eppure molto lontani, perché molto spesso la comunità dei runner snobba quella dei ciclisti e viceversa. Diverse volte…

running: il viale del ritorno

Corsa, strade solitarie, sassi, polvere sul cuore. Il viale del ritorno è un luogo molto più frequentato e per certi versi più difficile del “viale del tramonto”. E’ fatto da…

Come riprendersi dopo una Maratona?

La tecnica del "post-chirurgico" ! Seguendo da vicino diversi runner che si cimentano in gare di Maratona mi trovo spesso a fronteggiare il “problema” del che fare una volta che…

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Come riprendersi dopo una Maratona?

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Scritto da Joe Caos

La tecnica del "post-chirurgico" !

Seguendo da vicino diversi runner che si cimentano in gare di Maratona mi trovo spesso a fronteggiare il “problema” del che fare una volta che lo sforzo massimo è giunto al termine.

Spesso c’è la preoccupazione del recuperare in fretta e nel migliore dei modi la fatica svolta, altre volte invece la felicità di aver raggiunto una tale impresa sportiva porta il corridore a voler riprendere immediatamente con allenamenti duri o addirittura buttarsi velocemente nella mischia per affrontare nuove gare.

Ovvio che non esiste una ricetta che vale per tutti. Molti fattori possono interferire con il recupero e bisogna sempre tenere in considerazione come è stata finita la Maratona in questione e quali strascichi ha lasciato nel corpo (dolori articolari, perdita di peso ecc).

Un approccio che tendo spesso a trasferire è quello del “post-chirurgico”. Avendo a che fare in ambito professionale con pazienti che hanno subito interventi chirurgici ho iniziato a vedere la Maratona come una sorta di “piccolo intervento ospedaliero” dalla quale riprendersi.

Come molto anni fa mi insegnò il mio professore di chirurgia d’urgenza, un paziente che ha subito un intervento, al di là della gravità dello stesso, deve cercare di alzarsi dal letto ospedaliero il prima possibile per poi gradualmente riprendere la vita di sempre.

Alzarsi “il più presto possibile” mi è rimasto impresso e così ho deciso di trasferirlo anche ai miei amici runner. Quindi terminata la maratona due giorni di riposo assoluto sono doverosi e consigliati, poi però è bene riprendere a fare qualcosa di molto leggero. Una corsetta ad esempio? Certo! Ma anche un po’ di bike, del nuoto leggero, ellittica. Insomma l’importante è rimettere in moto il fisico.

Tutto questo sport leggero è auspicabile nel primissimo periodo, diciamo 10 / 15 giorni dove io non consiglierei di fare ripetute o allenamenti molto lunghi; in questo periodo è importante anche svolgere qualche esercizio con i pesi (sempre leggeri, diciamo dei 3x10 con peso costante).

Passate le tre settimane di recupero si può riprendere una preparazione degna di questo nome, però attenzione, avete “sempre subito un intervento” quindi alimentatevi a dovere (non lesinate i carboidrati), bevete molta acqua e assumete vitamine (tramite frutta e verdura). Se POI potete un controllino ematico può essere utile, per vedere se avete carenze di ferro e anche una visitina dal vostro fisioterapista e poi, che LA CORSA SIA CON VOI.

ALLA PROSSIMA. 

Gli integratori & il running... vediamoci chiaro!

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Scritto da Joe Caos

PRENDO PIU’ INTEGRATORI VADO PIU’ FORTE! Hmmmmm ma anche no...

Certe volte penso che siamo arrivati alla follia e non parlo solo di running e di sport ma la questione è ben più generalizzata; una disinformazione imbarazzante ha diffuso una tale quantità di credenze aberranti che a volte mi chiedo come sia possibile; avendo a che fare con una quantità di persone molto rilevante, tutti i giorni, ascolto purtroppo per le mie orecchie una tale quantità di assurdità che a volte credo che Danys Arcand nel suo bellissimo film “Il declino dell’impero Americano” sia stata anche troppo tenera.

Per rimanere nel tema delle credenze e delle assurdità affrontiamo un attimo la questione “integratori alimentari” perché credo che un po’ di chiarezza al riguardo vada fatta. Intanto UN INTEGRATORE ALIMENTARE NON MIGLIORA IN NESSUN MODO La PERFORMANCE SPORTIVA; mi spiego meglio: se vuoi assumete creatina, amminoacidi e via discorrendo non correte più forte del vostro potenziale naturale! Questo spero che tutti voi lo sappiate. Ma aggiungo ancora un’altra cosa: superando le dosi consigliate dai vostri preparatori non recuperate prima dagli sforzi e come sopra NON CORRERETE PIU’ FORTE, anzi, molto spesso potreste andare a creare una bella dissenteria che alle perse vi indebolirà.

Perché succede questo? Perché gli integratori alimentari non sono altro che alimenti concentrati e più facili da digerire, utilissimi per carità, soprattutto per andare ad integrare (appunto prendono il nome di integratori) una dieta che per motivi lavorativi, di tempo e sportivi potrebbe essere un po’ povera. E badate bene che comunque vanno inseriti all’interno di una dieta corretta, quindi non fate come molti miei amici che credono che con una barretta e qualche pastiglia di amminoacidi possano anche starsene senza mangiare. Queste sono CAZZATE!

Gli integratori servono per non andare incontro a carenze alimentari, soprattutto se vi allenate per gare molto dure (vedi maratone) e quindi sono si importanti ed in qualche modo non avendo deficit da quel punto di vista andranno si a migliorare la preparazione, ma non vi faranno andare oltre le vostre qualità fisiologiche.

Per andare più forte di quanto potete servono I FARMACI (che non sono integratori!) ma questa pratica si chiama DOPING e oltre ad essere illegale è come ho detto mille volte per le mezze seghe, per i perdenti, per quelli che credono che spararsi siringhe tossiche e dannosissime per il fisico (magari per battere il vicino di casa) nelle chiappe possa rendere la loro vita meravigliosa quando invece si trasformerà in un autentico incubo.

Alla prossima. 

Running & Allenamenti... tra benessere e follia !

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Scritto da Joe Caos

Meglio poco tutti i giorni oppure molto ogni tanto?

Ormai frequento, di nuovo, come un tempo dovrei dire, moltissime categorie di runner, da amatori a semi professionisti per arrivare a veri e propri professionisti del settore. Così ogni tanto parlando molti mi chiedono (soprattutto amatori perché poi nel professionismo è un’altra questione) quanti sono secondo me il numero corretto di giorni da dedicare all’allenamento. Le idee al riguardo sono molto confuse, molti pensano che il recupero non attivo (ovvero il classico giorno di stop) sia fondamentale e altri invece ritengono che un atleta, a prescindere dal suo livello, più si allena meglio è.

Su questa questione mi viene in mente una conversazione fatta ormai un ventennio fa con il campione mondiale dei 3000m indoor di allora, ovvero Gennaro Di Napoli che simpaticamente diceva: “quando mi allenavo una volta al giorno ho fatto tutti i miei primati personali, poi, una volta che ho iniziato ad allenarmi due volte al giorno non sono più migliorato!”.

Partiamo da un presupposto: PER ME UN AMATORE CHE SI ALLENA DUE VOLTE AL GIORNO E’ UN FOLLE! Anche nella Asl dove lavoro molti amatori che corrono la maratona in tre ore o poco più effettuano due sedute al giorno di allenamento, svegliandosi prestissimo la mattina (e molto spesso quindi facendo una seduta a stomaco vuoto!) e poi andando a “doppiare” appena timbrato il cartellino, intorno alle 5 del pomeriggio per intenderci. Ecco, questo approccio allo sport lo ritengo non soltanto dannoso ma aberrante. La vita deve essere piena di altre cose e il running deve occupare uno spazio importante, bellissimo, ma non deve diventare una dipendenza, una malattia. Inoltre credo che allenarsi due volte al giorno non giovi alle performance, anzi, molti amatori che hanno questo approccio secondo me corrono più piano di quanto potrebbero (per i professionisti ho un idea diversa).

Tornando su livelli più umani, ovvero prendendo in considerazione persone sane di mente che vogliono dedicarsi a questo sport meraviglioso in maniera corretta dico subito che per me NON ESISTE UNA REGOLA FISSA. Mi spiego meglio, si può tranquillamente preparare una maratona allenandosi quattro volte alle settimana ma se ci si allena sei volte va bene lo stesso (ovviamente si tratta di due preparazioni diverse). Un giorno a settimana di vero recupero (stop) per me è fondamentale soprattutto se si ha una famiglia e un lavoro impegnativo (questo nei periodi di carico).

Io personalmente su di me preferisco allenarmi sei volte con meno intensità, ma ripeto, è una questione di gusti e di approccio. L’importante secondo me è avere una scheda che non sovraccarichi mai troppo l’organismo al di là delle giornate passate su strada o nei parchi a correre come dei forsennati.

Alla prossima.

Orologi GPS per Running

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Scritto da Joe Caos

Provati per Voi tre Orologi GPS per Running

Orologi da polso ipertecnologici, applicazioni per cellulari capaci di monitorare anche una scorreggia in corsa, braccialetti che vi dicono quanto avete dormito, se avete scopato, se vi siete divertiti ecc. insomma ecco la versione di Joe Caos su tutte queste diavolerie a disposizione per lo sportivo moderno.

Mettiamola così, io sono di un'altra generazione. Non perché sia vecchio e decrepito e neppure perché non sto al passo con i tempi moderni, solo che il progresso è andato così veloce negli ultimi 15 anni da aver cambiato radicalmente usi e costumi di tutti noi. Non si può resistere all’impeto prepotente della tecnologia che avanza nelle nostre vite.

In ambito running ormai molti mi chiedono quale applicazioni usi, che tipo di orologio indossi e quale braccialetto porti al polso. Intendiamoci, molte di queste tecnologie mi piacciono abbastanza ma ad essere sincero non possiedo nulla di tutto questo anche se grazie a parenti e amici ho potuto provare di recente diverse cosette di cui ora parlerò.

Come prima cosa mi interessa discutere dell’orologio, strumento che non può davvero mancare al corridore professionista e non. Io ho un normale cronometro per memorizzare ripetute, tempi di percorrenza e recuperi. Si tratta di un normalissimo Casio G-Shock che non nasce per il running e che pagai circa 50 euro in offerta su Amazon. Ovviamente non è un prodotto specifico per la corsa ma fa il suo dovere anche se è sprovvisto di GPS.

Ecco la prima novità rispetto a quando da giovane mi cimentavo in gare agonistiche: qualunque orologio che si rispetti ora ha un dispositivo GPS! Quindi non dovrete più prodigarvi a misurare i percorsi con i metodi più improponibili come il sottoscritto perché l’orologio vi indicherà la giusta distanza percorsa.

Non uso nessun dispositivo GPS perché ormai vado a correre sempre in percorsi che sono stati adeguatamente misurati in tempi passati e quando proprio decido di imbattermi in un nuovo tracciato di solito faccio un sopralluogo con la mia bike e munito di vernice come un provetto graffitaro imbratto strade pubbliche segnando i km a terra. Quando invece mi cimento nel fatidico “lungo” non mi interessa affatto sapere quanti km abbia percorso e a quale velocità: preferisco starmene all’aria aperta, viaggiare con la mente e senza telefono tra le palle rilassarmi in quella che deve essere un’ora o più di solitudine e ricerca interiore, perché la corsa è anche questo.

Insomma avete più o meno capito che pur non usando un dispositivo GPS non lo disdegno affatto perché si tratta di strumento indispensabile se non avete la possibilità di avere un percorso misurato. Quindi, acquistate pure un orologio GPS (dopo elencherò alcuni modelli da me usati in queste settimane) ma non dimenticate che andare ad esplorare un percorso prima con bicicletta o altro non è affatto male.

L’orologio GPS deve essere preciso, quindi non deve avere perdite di segnale con il satellite mentre correte e soprattutto deve avere una batteria che non sia soltanto duratura quando l’apparecchio è nuovo, ma deve garantire una buona resa anche quando il gingillino si sta usurando e non fare quindi la fine di molti cellulari che dopo due mesi di utilizzo non reggono più nemmeno mezza giornata.

Quindi la prima cosa che guarderò quando mai deciderò di acquistare un prodotto del genere è la durata media della batteria.

Terminata la questione GPS iniziamo a parlare del cardiofrequenzimetro, dato che anche in questo caso ogni orologio che si rispetti è dotato di apposita fascia per monitorare il nostro cuore, o meglio, la nostra frequenza cardiaca durante lo sforzo.

Ovviamente avere sempre sotto’occhio la frequenza cardiaca o magari impostare un parametro sopra il quale non bisogna salire è cosa interessante, che permette di raggiungere un più alto livello di scientificità nell’allenamento aiutando appunto il corridore a stare all’interno della sua soglia aerobica o meno, a secondo del lavoro che si intende fare. Quindi il cardiofrequenzimetro è utilissimo ma io non lo uso affatto! Non lo dico con presunzione ma ormai ho raggiunto un tale livello di conoscenza del mio corpo da non aver bisogno di tali orpelli, so bene quando il mio sforzo è lattacido e non sarà un suono da un orologio a ricordarmelo.

Voi però usatelo pure, anche perché di sicuro il vostro nuovo acquisto avrà anche questa fantastica opzione, quindi, tanto vale sfruttarla.

Ricapitoliamo: GPS e cardiofrequenzimetro sono due validi strumenti che ormai hanno tutti i prodotti a partire da 100 euro in su, sono appunto l’entry level perché esiste tutto un altro mondo fatto di giocattoli costosissimi dotati di funzioni avanzatissime (che poi non si usano mai!) che richiedono però un esborso davvero cospicuo e che per quanto mi riguarda non servono a nulla.

Per me l’orologio deve avere queste funzioni:

  1. Essere semplice! È la prima cosa che mi interessa perché non voglio scervellarmi più di tanto sopra un display minuscolo. Mi interessano poche funzioni ma intuitive: Tempo totale, tempo di ogni intermedio, frequenza cardiaca e distanza tutto in un’unica schermata.
  2. Avere un GPS preciso. Se l’orologio deve segnarmi la distanza questa deve essere precisa non come molte app per smartphone.
  3. Avere una buona fascia cardiaca che non solo riveli velocemente il segnale ma che non irriti la cute.
  4. Buona autonomia delle batterie, che possibilmente devono essere ricaricabili magari tramite USB.

Ovviamente sul mercato esiste di tutto di più. Orologi che hanno al loro interno veri e propri programmi di allenamento, che contano ogni vostro passo, la qualità del vostro sonno (poi un giorno mi spiegheranno come fanno!) che danno indicazioni rispetto al dislivello medio percorso e così via.

Se avete soldi da buttare comprate pure un attrezzo del genere, anche perché è bene spendere per garantire al sistema capitalistico di andare avanti. Sappiate però che tutte queste cose non vi faranno correre più forte perché l’unica cosa che di certo produrranno è farvi stare ancora di più davanti allo schermo del computer. Infatti ogni strumento di questi ha il suo software dedicato con cui poi potrete analizzare ogni vostro movimento, sforzo allenamento e tenervelo memorizzato nella vostra agenda virtuale.

Ultimamente ho utilizzato l’orologio prodotto dalla stessa azienda creatrice del software per smartphone Runtastic, strumento che ovviamente si interfaccia con il suddetto programma. L’ho trovato tutto sommato un prodotto onesto, piuttosto facile, di buona fattura e dotato di un prezzo interessante (150 euro circa di listino ma è possibile reperirlo scontato su internet). L’orologio è stato acquistato da Mister G e devo dire che mi ha fatto divertire parecchio per i primi dieci minuti, poi, ovviamente, ho sentito il bisogno di tornare alle mie vecchie abitudini: Casio, percorsi misurati e agenda cartacea per appuntare i miei allenamenti.

Ora un piccolo appunto: NON CORRETE CON IL CELLULARE IN MANO! A dire il vero odio anche quelle fasce porta smartphone da legare intorno al braccio. Io quando corro non voglio il telefono con me! Cavolo, a pensarci bene è l’unico momento della giornata che ho la scusa per non rispondere alle centinaia di telefonate che ricevo ogni giorno, quindi, il cellulare resta a casa, in ufficio, in auto ma di certo non con me e la mia corsa.

Ora un’ultima considerazione su questi orologi da corsa, la più importante a dire il vero, cioè il prezzo. Ho provato tre prodotti reperibili intono alle 100 – 150 euro e li ho trovati tutti molto simili, ho visto però che sul mercato c’è molto di meglio con prodotti che si aggirano sui 400 euro. Cavolo, 400 euro per una stronzata del genere non sono mica pochi, fatemi pensare, meglio un week-end ad Amsterdam o il nuovo Garmin? Ognuno avrà la risposta che merita, per quanto mi riguarda, anche se a malincuore, per la prima volta ho deciso di non acquistare un iPhone ma un dignitosissimo Asus ZenPhone a circa 200 euro. Lo so, forse sto diventando davvero vecchio.

PRODOTTI TESTATI:

  1. TOM TOM RUNNER 3 il mio preferito dei tre.
  2. GARMIN FOR RUNNER 230
  3. RUNTASTIC GPS 1 il meno costoso dei 3 quindi per me il migliore.

Quando deciderò di acquistare un orologio del genere sicuramente dovrò stare sotto le 100 euro, se dovessi trovare qualcosa che farà al caso mio di sicuro lo recensirò per voi. 

Il riscaldamento secondo Joe Caos

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Scritto da Mister G

30 minuti sono più che sufficienti.

Questione riscaldamento: come ci si riscalda prima di una gara lunga dai 10km in su? Io, Joe Caos faccio così, vediamolo insieme.

Personalmente non credo nei riscaldamenti troppo lunghi, non ci ho mai creduto e mai ci crederò. Molte persone che conosco corrono un'ora prima di una gara, per me, è autentica follia perché si vanno a bruciare moltissime energie che secondo me è meglio conservare per le competizioni.  

Il periodo di corsa, che di solito svolgo davvero lentamente non deve superare i 10 minuti, perché dopo questo lasso di tempo mi sento i muscoli già belli caldi sopratutto se dovrò andare ad affrontare una gara che non mi obbligherà a partire fortissimo.

Dopo i canonici 10 minuti di jogging svolgo una serie di esercizi di streching, di solito anche lo streching non lo eseguo mai in maniera troppo invasiva e vado si a "distendere" i muscoli ma mai davvero affondo.

https://www.youtube.com/watch?v=XGo5fZbYQbQ

Terminato lo streching vado ad eseguire due esercizi di andature famossimi, ovvero una serie di skipper o ginocchia al petto che dir si voglia e due serie di corsa calciata (coprendo una distanza di circa 40 metri).

Terminate queste due semplici andature vado ad eseguire ancora un paio di esercizi di streching.

In ultima istanza, prorio prima di gareggire percorro 4 allunghi di circa 60, 70m ad una velocità abbastanza elevata (70% circa per capirsi).

Terminati gli allunghi mi riposo 5 minuti camminando e sono bello pronto per gareggiare.

Tutto questo riscaldamento dura una trentina di minuti dei quali solo 10 li passo correndo.

Per me è più che sufficiente e penso che lo sia anche per voi.

Buone gare

10 minti di corsa continua molto lenta

6 / 7 esercizi di streching

1x30m di skipper (ginocchia al petto)

2x50m di corsa calciata

2 esercizi di streching

4 allunghi di 60 / 70 metri ad andatura piuttosto elevata (70%)

5 minuti di camminata

Segreti dello sport: cura dei dettagli - parte 2

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Scritto da Joe Caos

I dettagli come molti non sanno, sono tutto!

Il mondo dei runner sembra spesso approssimativo. Tutti sono impegnati a correre e correre scordando spesso tutto un universo che noi in questa rubrica cerchiamo ogni volta di ricordare. Dobbiamo diventare come dei piloti di auto e moto da corsa, dove spesso un bullone determina la differenza che c'è fra una vittoria e una sonora sconfitta.

La lista dei dettagli oggi è la seguente: 

1. Preservare la cute: Molti non soltanto corrono con indumenti non idonei (ho visto colleghi indossare calzoncini larghi da basket per compiere distanze di oltre dieci km) ma non hanno neppure idea che certe abitudini sbagliate possono portare problemi davvero fastidiosi come appunto quello dell’infiammazione della cute. Le zone più a rischio sono di solito quella inguinale e intorno ai due capezzoli, infatti semplici rossori possono sfociare in vere e proprie piaghe se non trattati immediatamente. Portare con se sempre della crema di vasellina bianca da spalmare bene nelle zone dove c’è più frizione fra un muscolo e l’altro è azione semplice ma utilissima per non essere invasi dal dolore il giorno seguente o addirittura durante la corsa stessa. 

2. Applicazione del Ghiaccio: nonostante sarebbe auspicabile non avere mai dolori, purtroppo svolgendo intensamente un’attività fisica (spesso in maniera inopportuna) è possibile incorrere in infiammazioni articolari come ad esempio: ginocchia, talloni, tendine d’Achille, malleolo. Per quanto possa sembrare bizzarro specialmente ad un neofita, è di gran lunga giù efficace il GHIACCIO rispetto all’uso di anti-infiammatori orali di tipo FANS (che vanno molto di moda) e che non fanno certo bene al vostro apparato gastrico. Consigliamo l’applicazione del ghiaccio sulle parti interessate per almeno 3 volte al giorno, 15 minuti a seduta!!! Una cosa importantissima, da non fare MAI invece è quella di fare il Ghiaccio dopo mangiato, cosa che potrebbe facilitare il blocco della digestione causando problemi ben più gravi rispetto a quelli che state cercando di risolvere!

3. Rodare le Scarpe: se ogni pilota che si rispetti, prima di effettuare il suo giro record, ha bisogno di mandare in temperatura le sue gomme… anche voi prima di fare intensi allenamenti e soprattutto gare dovrete assicurarvi che le vostre scarpe siano state adeguatamente calzate prima. E’ assolutamente sconsigliabile infatti di iniziare attività impegnative con scarpe appena uscite dalla scatola e che non hanno aderito alla vostra forma e appoggio del piede. Non ci vuole molto, basta indossare le scarpe per qualche giorno (3 o 4) prima di iniziare a farci sport sul serio, specialmente se si tratta di corsa!  Ancor di più se usate scarpe da gara per le competizioni, non affrontate mai quest’ultime con un modello a voi sconosciuto e soprattutto non rodato.

Segreti dello sport: cura dei dettagli - parte 1

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Scritto da Joe Caos

I dettagli possono fare la differenza? Certamente si...

Molti runners, anche semi professionisti, non hanno una grande cura dei dettagli! Cosa intendo per dettagli? Semplice: tutte quelle cose che fanno la differenza tra una buona performance ed una SUPER PERFORMANCE. Vediamone qualcuno insieme.

1. Lo Stretching: la maggior parte dei runners e degli atleti (me compreso) si allenano come se non esistesse lo stretching... Pura blasfemia! Infatti, una giusta attenzione agli "allungamenti" è ciò che vi allontanerà il più possibile dal medico! Molti in modo improprio effettuano lo stretching prima di correre (o di eseguire qualsiasi sport)! Questo è per me sbagliato e dannosissimo, perché una seduta di esercizi di allungamento va sempre eseguita dopo un buon riscaldamento e MAI a freddo (altrimenti otterremmo l'effetto contrario... infortuni!). Lo stretching non è una cazzatella riempitiva come molti pensano, ma un vero e proprio allenamento!

https://www.youtube.com/watch?v=XGo5fZbYQbQ

2. Indumenti Sudati: anche se utilizziamo materiale ultra-tecnico è fondamentale portarsi una o più magliette di ricambio quando l'allenamento è diviso in ripetute. Mi spiego meglio... Dopo aver effettuato un buon riscaldamento dovete per forza essere sudati, altrimenti che riscaldamento è stato? A quel punto, prima di iniziare lo stretching e le successive prove ripetute (estate o inverno che sia) è fondamentale cambiarsi la maglietta per evitare che il sudore si freddi addosso provocando nei casi peggiori anche strappi muscolari!!! Se avete la possibilità è consigliabile di cambiarsi la maglietta sempre al chiuso, che sia uno spogliatoio o la stessa macchina parcheggiata a portata di mano!

3. K-Way solo quando piove: è cosa saggia avere nella propria borsa un K-Way da utilizzare in caso di pioggia... IN CASO DI PIOGGIA! Pur sconsigliando sempre di correre quando piove, se proprio non possiate farne a meno oppure veniate travolti dalla tempesta durante un allenamento è sempre bene indossare un K-Way tecnico fatto per correre. Guardatevi bene dall'emulare i grandi scienziati che pesando 200kg sono convinti che basta mettersi una busta di plastica a 40 gradi per sudare e dimagrire di più! CAZZATA ENORME! Facendo così, sottoporreste il corpo ad un inutile stress che come conseguenza avrà soltanto quella di disitratarvi e farvi faticare di più (con richio di malori dovuti al conseguente abbassamento della pressione corporea).

Sembra bizzarro, ma siccome noi sportivi siamo sempre proiettati sul cronometro e ciò che dovrà venire, i dettagli sono quella cosa che rischia di sfuggirci per prima! 

Buono Sport